Visualizzazione post con etichetta vaticano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vaticano. Mostra tutti i post

mercoledì 3 settembre 2008

Il papabanner - by Il Burbero Scontroso

Oggi mi è successa una cosa strana, che mai mi sarei aspettato. Sono stato denunciato per il Papabanner e, come forse alcuni si sono accorti, esso è sparito da tutti i siti. E stavolta non per un server down qualche ora.
Ecco la storia, in forte ritardo vista la mia poco frequente comparsa su internet. Ringrazio il buon Marco per essersi subito indignato e aver sparso la voce (103 punti su OkNotizie non è male).

I DATI DI FATTO: da poco più di due anni faceva bella mostra di sè su questo blog un piccolo banner che avevo chiamato "Papabanner". L'avevo messo a disposizione di chiunque volesse copiarlo anche nel proprio sito, attraverso il codice html. Più di 500 siti da quel momento hanno sposato la mia modesta iniziativa, nata un po' per gioco.Il banner rappresentava Ratzinger (una foto originale, non manipolata), con una scritta che diceva "Il Papa condanna questo blog" o, in un'altra versione, "Sito scomunicato". I motivi di questo banner li spiegai in questa pagina. Mi sembra chiaro, a parte il tono ironico, il significato: il banner etichetta in modo goliardico il sito come un luogo in cui si esprimono opinioni (filosofiche, politiche, chiamatele come volete) DIFFORMI da quelle della Chiesa Cattolica (si parla quindi di semplice diritto di critica). Le posizioni della Chiesa sono rappresentate dal Papa, suo principale rappresentante, solo per sineddoche, non si tratta di un attacco personale.Il tono goliardico è dato dalle frasi. E' ovvio, che non si tratta di frasi da me falsamente attribuite al Papa col malizioso intento di spacciarle per vere ai poveri gonzi là fuori, nessun sano di mente credo arriverebbe a pensare questo. La ragione viene dai metodi da crociata (per non dire da inquisizione) con cui molti esponenti della Chiesa, come Bertone o Bagnasco, stigmatizzano senza mezzi termini ciò che non li compiace, dando delle assassine alle donne che abortiscono solo per dirne una delle più infami. Mi pareva simpatico autoscomunicarmi per il mio ateismo filosofico e il mio laicismo politico, e così inserirmi idealmente tra le persone invise alla Chiesa.
Insomma, per farla breve, questo Papabanner non voleva offendere nessuno e, anche sforzandosi, non credo si possa attribuirgli più significati di quelli esposti (che tra l'altro erano già ben spiegati a suo tempo nell'apposita pagina): diritto di critica e un po' di ironia. Se uno invece è d'accordo col Papa, perfetto, che non si prenda il banner, non c'è bisogno di insultarmi come molti hanno fatto, attaccandomi personalmente, offendendo me e i miei congiunti. Dei veri cristiani!Per farla ancora più breve, qualcuno mi ha denunciato per questo. E il Papabanner è sparito.

I FATTI NON ACCERTATI: Non so bene cosa sia successo. Quello che so è che oggi mi ha chiamato una persona che si occupa della gestione dell'hosting su cui si trovava il banner, dicendomi che la polizia li aveva contattati, parlando di una denuncia, e che mi avevano bloccato lo spazio web, oscurando perciò il banner. Lì per lì sono rimasto basito, non sono riuscito a fare una serie di domande che mi si sono accavallate nella mente solo dopo, l'unica cosa di cui sono riuscito a discutere era che reato mi si contestava, dato che ci vuole del buono per cavare un insulto dal banner, figuriamoci un reato. Il tizio è stato comprensivo "eh, guardi, in effetti anche per me...".Ciò che ora mi chiedo è: è la polizia che ha chiesto all'hosting di bloccarmi? Non mi pare probabile. Quello che mi pare più probabile è che la polizia li abbia contattati, avvisandoli del fatto che c'era una denuncia a carico di uno che usava quello spazio e, tra il vedere e il non vedere, abbiano deciso di bloccarmi per evitare di passare eventuali casini. I cagasotto. Ma questa fantomatica denuncia non è arrivata a me, la polizia non si è ancora fatta sentire, quindi suppongo e spero che vi si siano fatti una risata su e l'abbiano scaricata nel cesso. Dubito infatti che la cosa avrà seguito, almeno da parte della polizia, mi sembrerebbe strano. Se fosse così semplice sbarazzarsi dei siti che non ci piacciono saremmo tutti lì a denunciare il sito che insulta Berlusconi, Prodi, Veltroni, Bush (e per ognuno di questi ce n'è a pacchi, anche di pesantissimi) o qualunque capo di stato ci stia simpatico, ottenendone immediatamente l'oscuramento. Ricordo che ci sono fior di siti che danno del nazista a Ratzinger! Perchè non denunciare quelli?Ad ogni modo che ci siano dei mitomani che non hanno altro da fare se non denunciare chi non gli piace, mi pare piuttosto grave. Mi piacerebbe molto sapere nome e cognome, ma non credo che la polizia me li darà.

L'IMMEDIATO FUTURO: Domani mattina cercherò di chiamare la Polizia Postale e nuovamente quelli dell'hosting per capire di più della situazione.Ad ogni modo il Papabanner risorgerà. Penso che lo sposterò su un sito oltreoceano, gli darò una pagina dedicata al di fuori del blog e manderò una mail a tutti quelli che lo avevano, per segnalargli il nuovo banner. Ho in mente anche alcune altre cosette, come un contest di grafica per creare i nuovi Papabanner e altro.Grazie a tutti quelli che hanno supportato il Papabanner, non abbandonatelo, risorgerà dalle sue ceneri!

17/08/08 -
http://burbero.splinder.com/post/17834222/Denuncia+per+il+Papabanner

mercoledì 16 luglio 2008

Meglio stare zitti - di Vania Lucia Gaito

Altro giro, altra corsa. Il Papa vola in Australia e ripropone un copione già recitato negli Stati Uniti. E anche in questo caso, già sull'aereo dà la stura alle dichiarazioni, con i giornalisti lì pronti a raccogliere ogni parola. Argomento? Il solito: i preti pedofili. Novità? Sì, una esternazione di Ratzinger che definirei illuminante: il sacerdozio è incompatibile con la pedofilia.

E i giornalisti lì a scrivere. Tant'è che l'hanno riportata tutti i giornali, questa dichiarazione papale. E nessun giornalista ha detto: "Scusi, sa, ma finora mica era compatibile! Eppure i preti pedofili si sprecano! Per non parlare di quanto sia incompatibile con la legge!". Io me lo sarei aspettato, un commento così. Fossi stata lì, io lo avrei detto. Invece nulla. Forse non è previsto dal protocollo Vaticano far presente al Pontefice che sta dicendo una castroneria.

E, a riprova, è interessante un provvedimento emanato dal governo del Nuovo Galles del Sud, dove si svolgeranno gli eventi più importanti della Giornata Mondiale della Gioventù: disturbare le manifestazioni, o anche solo infastidire i partecipanti potrebbe costare caro, fino a un equivalente di circa 3.500 euro. Cosa si intende per disturbare? Anche mettersi una maglietta con la scritta "Il Papa si sbaglia: usate il preservativo". Ma l'Australia, considerata il Paese meno religioso al mondo, non è l'Italia. E il comitato "No al Papa" si è subito mobilitato: due attiviste, Amber Pike e Rachel Evans, sono state portate in tribunale, colpevoli di aver diffuso materiale relativo all'uso del preservativo. E il tribunale, che non essendo un tribunale italiano è veloce nell'emettere sentenza, ha subito messo in chiaro che limitare la libertà di parola è incompatibile (quello sì) con i diritti fondamentali dell'uomo e con le leggi dello Stato. Quindi le due ragazze sono state rilasciate, e con tante scuse.

E, continuando sulla falsariga di quanto avvenuto negli Stati Uniti, ad accogliere Ratzinger c'era anche il cardinale George Pell, massimo esponente della Chiesa australiana e accusato di aver coperto i preti pedofili. Diversi preti pedofili. Ma in particolare, hanno molto da ridire le vittime di un sacerdote di Ballarat, Gerald Francis Ridsdale, che sta scontando 19 anni di carcere per aver abusato di 49 bambini, anche se sembra che le vittime siano oltre un centinaio.

Risdale, che oggi ha 74 anni, apparteneva alla diocesi di Ballarat, a 120 chilometri da Melbourne negli anni in cui, sostiene la Broken Rites (l'associazione australiana delle vittime dei preti pedofili), vi era una "radicata cultura degli abusi sessuali nel clero, come dimostrato dai casi portati in tribunale negli anni Novanta".

Gerald veniva da una famiglia di forte matrice cattolica, lasciò la scuola a 14 anni e si impiegò come contabile. Fu in quel periodo che prese coscienza dell'attrazione che provava per i ragazzini. Tuttavia, incoraggiato da un sacerdote, decise di entrare in seminario. Dopo un periodo di studi tra Melbourne, Genova e Dublino, fu ordinato sacerdote a Ballarat nel 1961. E, praticamente da subito, cominciarono gli abusi. Dagli anni Sessanta al 1993, anno in cui fu arrestato, Ridsdale fu spostato di parrocchia in parrocchia; i trasferimenti, qualche volta, arrivavano appena dopo qualche settimana dal suo insediamento. Così per oltre trent'anni.

Gli abusi avvenivano all'interno della chiesa, nel presbiterio (la casa parrocchiale), nell'auto del sacerdote, in casa delle vittime, durante gite, e nei giorni festivi con il sacerdote. Molestò un bambino e sua sorella poche ore dopo il funerale del loro padre. Spesso gli abusi avvenivano durante la confessione, e Ridsdale provvedeva anche all'assoluzione. Molti reati si sono verificati prima e dopo la celebrazione della Messa, prima di comunioni, cerimonie, matrimoni e funerali. Molte delle vittime sono stati chierichetti. Uno di essi è stato ancora vittima di abusi sessuali presso l'altare, quando la chiesa era vuota e chiusa, dopo la Messa.

A metà degli anni Sessanta, Ridsdale trascorse un periodo a Mildura, sotto la supervisione di monsignor John Day, uno dei più feroci pedofili nella storia della Chiesa. Altri trasferimenti, altre parrocchie, fino ad arrivare, nel 1971, a Ballarat. Alcune delle vittime denunciarono alla curia gli abusi subiti, tuttavia non furono presi provvedimenti, se non spedire il sacerdote a fare qualche seduta di psicoterapia, per poi assegnarlo ad una nuova parrocchia, dove tutto ricominciava da capo.

Alla fine del 1971, Ridsdale fu assegnato alla parrocchia di San Alipius, come assistente del parroco. Nel 1973, arrivò un altro sacerdote, padre George Pell. I due sacerdoti condivisero perfino la casa, per un lungo periodo ed è assolutamente improbabile che Pell non fosse a conoscenza degli abusi commessi dal suo collega, soprattutto perchè la scuola parrocchiale (dove anche Ridsdale insegnava) era un vero e proprio covo di pedofili: padre Robert Best, padre Edward Dowlan, padre Fitzgerald, padre Stephen Francis Farrell, tutti in seguito condannati per abusi sessuali.

Il 27 maggio 1993, molte parrocchie e molti abusi dopo, il tribunale di Melbourne aprì un processo a carico di Ridsdale, per aggressione sessuale ai danni di nove ragazzi. Il sacerdote fu accompagnato in tribunale e sostenuto da George Pell, che nel frattempo era divenuto vescovo ausiliario. Non c'erano invece nè vescovi nè sacerdoti a sostenere le vittime. Ridsdale fu condannato, ma uscì di prigione dopo appena tre mesi, "sulla parola". Un mese dopo, la Broken Rites aprì una linea telefonica alla quale potevano rivolgersi le vittime degli abusi sessuali commessi dai sacerdoti. L'associazione fu l'anello di collegamento tra le vittime e la polizia, che riaprì le indagini su Ridsdale.

E, come accade in questi casi, il vescovo Ronald Mulkearns chiese al Papa la riduzione del sacerdote allo stato laicale, ottenendola immediatamente.

Il 19 gennaio 1994 si aprì il nuovo precesso, ma stavolta non c'era alcun vescovo a sostenere Ridsdale. Fu condannato a 19 anni di carcere per un numero impressionante di abusi sessuali. E contestualmente fu aperta una nuova indagine, denominata Operazione Arcadia, al fine di stabilire le responsabilità del vescovo Mulkearns. Il rapporto Arcadia stabilì che il vescovo era a conoscenza delle "molestie" ma non fu in grado di provare che fosse a conoscenza degli abusi veri e propri, pertanto non fu possibile procedere. Tuttavia il rapporto Arcadia circolò, e meno di un anno dopo il vescovo si dimise. Al suo posto fu nominato George Pell.

Il 6 agosto 2006, il tribunale di Melbourne aprì un nuovo procedimento a carico di Ridsdale, per altri abusi fino ad allora non denunciati. Fu condannato ad ulteriori 4 anni di carcere. Il giudice Bill White criticò la Chiesa cattolica per non aver preso seri provvedimenti, dopo aver saputo della condotta di Ridsdale, e soprattutto per non aver mostrato alcuna compassione per le vittime. Trasferire Ridsdale di parrocchia in parrocchia aveva solo dato la possibilità, al sacerdote, di continuare liberamente ad abusare dei bambini.

In una conferenza stampa, il cardinale Pell ha affermato: “Una vita senza Dio e modelli sbagliati di famiglia, sessualità e matrimonio sono i pericoli da cui dobbiamo mettere in guardia i giovani”.Se almeno Ratzinger sapesse scegliere delle compagnie più credibili, forse qualcuno sarebbe anche disposto a credere alle sue scuse, alle sue esternazioni, alla sua vergogna. Ma stando le cose così come stanno, non sarebbe meglio stare zitti?

Vania Lucia Gaito - http://viaggionelsilenzio.ilcannocchiale.it


venerdì 11 luglio 2008

Non capisco ... - By Augusto Druso

... non capisco perché dopo l'intervento a Piazza Navona di Sabina Guzzanti il suo sito è stato oscurato. Qualcuno sostiene che siano stati degli hackers ...

... non capisco perché debbano essere stati degli hackers ad oscurare il sito di Sabina Guzzanti ...


... non capisco perché il popolo della Lega ed i suoi dirigenti possano vilipendere in modo reiterato la bandiera italiana ed il Capo dello Stato senza che qualcuno si scandalizzi o apra un fascicolo penale, ma se Grillo fa una battuta su "Morfeo" si scatena l'apoteosi dell'indignazione ...

... non capisco perché quattro cittadini italiani, se fanno un tipo di lavoro, se commettono reati non possano essere investigati e nel caso vengano contestati loro dei reati non possano essere processati ...

... non capisco perché la chiesa si agiti tanto, dietro la sacrosanta decisione di un tribunale legittimo di uno stato che non la riguarda, di dare finalmente dignità ed applicare un'azione caritatevole per una ragazza scomparsa 16 anni fa e minaccia che la sentenza "può essere impugnata presso una corte superiore" ...

... non capisco perché la chiesa non impugni ogni sentenza di morte presso una qualsiasi corte superiore dove viene praticato l'omicidio di stato contro la vita umana in seguito ad una regolare sentenza di un tribunale legittimo ...

... non capisco perché la mia spesa media al supermercato sei mesi fa mi costava 90 euro a settimana e adesso me ne costa 130 se l'inflazione tendenziale annua è al 3,6% ...

... non capisco perché se alloggio nei motels negli Stati Uniti a 70 dollari la notte (circa 50 euro) ho la connessione ad internet a banda larga gratuita e se alloggio a Milano a 210 euro a notte per la connessione ad internet devo pagare un supplemento di 17 euro ...

... non capisco perché se nella cassetta della posta il postino mi inserisce una cartolina di una raccomandata con l'indicazione di chiamare un numero per concordare una nuova consegna, quel numero squilla a vuoto 24 ore al giorno per 7 giorni su 7 ...

... non capisco perché sulla rete autostradale, quando sono alla guida, incontro i tabelloni luminosi dove c'è scritto "Informazioni sulla viabilità in tempo reale su www.autostrade.it" e subito dopo "... utilizzare il cellulare senza auricolare 2 punti in meno sulla patente" ...

... non capisco perché mentri guidi in autostrada non puoi parlare al telefonino senza auricolare, ma puoi tranquillamente navigare in internet con il tuo laptop o palmare ...

... non capisco perché dove mi trovo io la copertura GSM o UMTS della telefonia mobile è costantemente nel 2% della zona di non copertura ...

... non capisco perché Moggi non sia stato radiato ...

... non capisco perché se muore un italiano all'estero ci sentiamo tutti coinvolti mentre se muore un povero disgraziato tedesco, norvegese o curdo non ce ne frega niente ...

... non capisco perché il leader dell'opposizione in piazza sia Di Pietro ...

... non capisco perché non sia stata mai nominata la commissione per indagare sul massacro avvenuto a Genova alla Diaz e a Bolzaneto ...

... non capisco quelli che affermano che "essere omosessuali è una scelta" ...

... non capisco quelli che affermano che "essere eterosessuali non è una scelta" ...

... non capisco perché gli italiani hanno la cultura mafiosa intrisa nell'animo ...

... non capisco perché la famiglia "naturale" con figli debba essere più tutelata e avere più diritti rispetto a chi famiglia non ce l'ha o ha deciso di non averla ...

... non capisco chi si lamenta perché senza lavoro ed ha messo al mondo sei figli ...

... non capisco perché se devo fare una risonanza magnetica in convenzione mi fissano l'appuntamento a 4 mesi con l'obbligo della prescrizione e se decido di farla privatamente ho l'appuntamento il giorno successivo senza alcuna prescrizione e/o ricetta ...

... non capisco perché le televisioni ci bombardino con il problema della sicurezza quando siamo il paese più sicuro del mondo e l'unico posto davvero poco sicuro sono le mura domestiche dove mariti violenti possono fare tutto quel che vogliono ...

... non capisco perché una famiglia debba sentirsi tranquilla a mandare i propri figli in oratorio dove è molto più probabile che possano essere violentati nel segreto del confessionale ...

... non capisco perché non sia indagato chi ha affermato che Mangano è un eroe ...

... non capisco come si possa esultare ad essere condannati a 5 anni di carcere con l'interdizione dai pubblici uffici ed essere poi candidati nelle liste per le elezioni al parlamento italiano ...

... non capisco che fine ha fatto l'opposizione ...

... davvero non capisco Veltroni ...

... non capisco perché non ci sia più informazione ...

... non capisco perché si sta riproponendo il nostro passato peggiore e tutti facciano finta che si sia in democrazia ...

... non capisco perché tutti i giornali e televisioni abbiano definito la manifestazione dell'8 luglio a Piazza Navona una vergogna e si sia data voce solo a chi dissentiva da quell'evento ...

... non capisco perché la manifestazioen dell'8 luglio a Piazza Navona sia stata un insulto alla democrazia ...

... non capisco perché i camerati ed i tassisti di Roma, all'elezione di Alemanno a sindaco di Roma, festeggiando con il saluto romano, abbiamo espresso un alto grado di democrazia ...

... non capisco perché per censire i bambini rom bisogna prendergli le impronte digitali ...

... non capisco perché a tutti gli altri bambini non bisogna prendere le impronte digitali ...

... e non c'è niente da capire (F. De Gregori) ...



domenica 15 giugno 2008

Undicesimo: non divulgare - di Vania Lucia Gaito


Ce lo aspettavamo, è vero. Il decreto sulle intercettazioni ce lo aspettavamo. Del resto, ce lo avevano promesso (o minacciato).
Un disegno di legge peculiare: saranno intercettabili solo i reati che hanno il massimo della pena edittale dai dieci anni in su, ma con una deroga per i reati contro la pubblica amministrazione, oltre a reati di pedofilia e molestie telefoniche.Inoltre è prevista una modifica dell'articolo 684 del codice penale, che riguarda la pubblicazione arbitraria degli atti di un processo penale: finora era privista la detenzione fino a 30 giorni e una sanzione fino a circa 250 euro (le vecchie cinquecentomila lire). Il nuovo disegno di legge prevede, invece, l'arresto da uno a tre anni (avevamo proprio bisogno di rimpinguare un po' le carceri!) per chi pubblica il testo di intercettazioni o documenti di un procedimento penale di cui sia vietata la pubblicazione. Per gli editori, invece, è prevista una sanzione economica, proporzionale alla tiratura, che potrebbe raggiungere anche i 400.000 euro.Sembrerebbe, in un primo momento, una restrizione del potere degli editori. Ma, riflettendoci un po', non lo è affatto. Il "rischio della sanzione" porterebbe inevitabilmente ad una forte ingerenza degli editori nella vita e nella fattura dei giornali, con conseguente compromissione dell’autonomia della professione di giornalista. E i giornalisti, quei pochissimi che fanno ancora il loro mestiere, si ritroverebbero a fare gli impiegati di redazione.Quello che però colpisce particolarmente, in questo disegno di legge, è quanto viene scritto in merito all'emergere, durante le intercettazioni, di reati commessi dal clero. Spesso il clero, nel corso della storia, non è mai stato troppo lontano dal peccato e neppure dal reato. E dunque, perchè non pensare anche al caso in cui, intercettando qua e là, venga fuori il nome di un sacerdote o addirittura di un monsignore? Così, in questo disegno di legge, è previsto che qualora nel corso delle intercettazioni emerga un reato a carico di un sacerdote debba subito essere avvertito il vescovo. Qualora invece emerga un reato a carico di un vescovo, dev'essere avvertito il Vaticano. Perchè questa specifica così particolare, all'interno del disegno di legge? Si pensava, forse, ai reati di pedofilia e alle relative, frequenti, indagini penali? Perchè se è così la faccenda è ben grave. In primo luogo per la peculiarità di trattamento riservato alla Chiesa: se nel corso delle intercettazzioni emerge il nome di un monaco buddista, dev'essere avvertito il suo Maestro? Vale anche per i Protestanti, per i Testimoni di Geova, per gli Avventisti? Perchè, in caso contrario, si darebbe luogo a discriminazioni. Perchè un sacerdote, cittadino italiano, dev'essere trattato diversamente da un maestro elementare, da un bancario, da un idraulico, sempre cittadini italiani? Mi si obietterà che è necessario avvertire le gerarchie superiori perchè si possa dar luogo anche ad un processo canonico. Sarei d'accordo, ma con due "se".Sarei d'accordo se fosse previsto anche il contrario, cioè se fosse imposto alle gerarchie ecclesiastiche di avvertire le Procure in caso sia loro denunciato un reato commesso da un sacerdote. Se, per esempio, un vescovo riceve la denuncia di una direttrice scolastica a carico di un prete pedofilo, tanto per non allontanarci troppo dalla realtà.Sarei d'accordo se i processi canonici si facessero realmente e avessero, tra l'altro, l'esito di spogliare della tonaca i colpevoli. Invece i processi canonici spesso non si fanno, come nel caso di don Cantini e di padre Maciel, per citare due nomi "illustri"; e quando si fanno, hanno esiti per lo meno discutibili. E' ancora sacerdote, per esempio, don Mauro Stefanoni; è ancora sacerdote don Bruno Puleo; è ancora sacerdote don Pierangelo Bertagna; sono ancora sacerdoti centinaia di preti pedofili negli Stati Uniti, in Messico, in Irlanda, in Africa. Sono ancora sacerdoti, con lo stipendio pagato coi soldi dell'otto per mille. Sono ancora sacerdoti, spesso a contatto con i bambini.A che serve dunque, inserire questo caso particolare all'interno di un disegno di legge? Ad avvertire indirettamente l'ecclesiastico di turno che si sta indagando sul suo conto? Dove finisce il diritto e comincia il privilegio? Perchè questo caso particolare mi pare configuri più un privilegio che un diritto. Forse questo era uno degli argomenti di discussione dell'ultimo incontro tra Berlusconi e Ratzinger?


14 giugno 2008 - http://viaggionelsilenzio.ilcannocchiale.it

Eccellenza, mi permetta - di Vania Lucia Gaito


Sempre in tema di vescovi, ripropongo qui una lettera aperta, pubblicata mesi fa su Bispensiero e su diversi altri siti internet. La lettera è stata inviata anche al vescovo in questione. Finora non c'è stata risposta.

Eccellenza reverendissima, scrivo a lei, vescovo di Pescia, per chiederle delucidazioni riguardo alcune strane vicende che da qualche anno si sono verificate nella sua diocesi. Tali vicende, ben lontane dall'essere oggetto di informazione da parte dei media, sono state invece convenientemente taciute. Tuttavia, "quello che è nascosto nel segreto sarà rivelato", come recita il Vangelo di Luca.I media, per esempio, non hanno mai parlato di un ex sacerdote della sua diocesi, Alessandro Pasquinelli. Don Alessandro era il parroco di Monsummano Terme. Ricorda, Eccellenza? Un parroco che aveva rilevato, insieme alla parrocchia, un immobile in costruzione. Era un prete giovane, don Alessandro, pieno di voglia di fare, pieno di energia e di fede. E, una volta completata la costruzione, volle farne una casa-famiglia per minori in difficoltà. Lei sarebbe stato dell'opinione di darla in gestione ai servizi sociali, quella casa-famiglia, lo scrisse anche ad Alessandro, ma lui decise di occuparsene in prima persona. La struttura funzionava bene, il Tribunale dei minori e i Servizi Sociali ne avevano una buona opinione, i bambini venivano ben accolti e ben presto sorse anche un centro per le mamme in difficoltà. Sembrava andasse tutto a meraviglia.Finché qualcuno non decise che il ruolo ricoperto dal sacerdote era piuttosto appetibile. Perchè non provare a prendere il suo posto? Ma finché Alessandro continuava a fare così bene, non c'era modo di liberarsene. Come fare? In realtà, un modo esisteva. Bastava cucirgli addosso un'etichetta infamante, sollevare sospetti, insinuare dubbi. Don Alessandro fu accusato di essere un pedofilo, di aver abusato di uno dei bambini ospiti della casa-famiglia. Un bambino, tra l'altro, con gravi turbe psicologiche.
I Servizi Sociali convocarono subito don Alessandro. Non gli vollero neppure dire chi avesse fatto la denuncia e cosa avesse denunciato, gli comunicarono solo che c'era una lettera che denunciava alcuni suoi comportamenti "sospetti": che lasciasse subito la casa-famiglia, altrimenti avrebbero provveduto a chiudere la struttura. Anomalo come comportamento, non è vero? Ma non quanto il suo, Eccellenza. E sì, perchè quando lei lo venne a sapere, chiamò don Alessandro al cellulare, e così, al cellulare, gli chiese se per caso avesse violentato un bambino. Una telefonata che durò pochi minuti: don Alessandro negò, chiese spiegazioni, ma lei non ne diede alcuna. Il sacerdote avrebbe anche voluto chiamare un avvocato, denunciare i calunniatori, ma lei glielo proibì. Recisamente, in più di un'occasione. Arrivò perfino a scrivergli lunghe e verbose lettere in cui ribadiva la proibizione. E poi lo trasferì. Come è previsto in questi casi, vero, Eccellenza?Lo trasferì a Marginone, neanche a cinque chilometri di distanza. Alessandro era preoccupato, non riusciva a trovar pace, non mangiava, non dormiva, ma la sua proibizione a consultare un avvocato rimaneva ferma. Finché non arrivò un avviso di garanzia. Lo portò un maresciallo dei carabinieri una domenica mattina, il sacerdote doveva dir messa, aveva già i paramenti indosso. Gliela consegnò in sacrestia. Se lo immagina, lei, Eccellenza, come disse messa quella domenica mattina il suo sacerdote? Tornò a consultarla, a pregarla di permettergli di difendersi. Lei, invece, era terrorizzato dalla possibilità di uno scandalo.
E non solo ribadì il divieto, ma ventilò l'idea di un patteggiamento. Sarebbe stato un ottimo modo per sedare subito la questione, prima che troppa gente venisse a saperlo, prima di sollevare l'interesse dei media. Don Alessandro si oppose. Era innocente e non chiedeva altro che il diritto di difendersi. Ma gli fu negato.Se lo immagina, Eccellenza, cosa doveva essere la vita del suo sacerdote, in quel periodo? Non solo subiva l'onta di un'accusa infamante, per quanto gli era proibito perfino di dimostrare la sua innocenza. Cominciò a star male, l'ansia e l'angoscia lo divoravano. Arrivò a pesare poco più di cinquanta chili. Andò da una psichiatra. Lei gli proibì perfino di raccontarle tutto, ricorda? Allora la psichiatra gli prescrisse degli psicofarmaci. Medicine talmente potenti che Alessandro diventò un vegetale, incapace perfino di vestirsi da solo o di mangiare senza l'aiuto di qualcuno.Fu in queste circostanze che due parrocchiane molto vicine a lei, Eccellenza, avvicinarono il sacerdote e gli proposero di accompagnarlo da un avvocato che lo avrebbe difeso. L'avvocato gli fece firmare un foglio in bianco, dicendogli che era il mandato per agire in sua difesa.Alessandro si fidò, firmò il foglio. Era inebetito dal dolore, ubriaco di farmaci, la vita gli sembrava talmente priva di luce che ad un certo punto aveva anche tentato un gesto estremo. L'avvocato pigliò il foglio firmato e ci scrisse sopra una richiesta di patteggiamento. Chi lo autorizzò, Eccellenza? Non certo don Alessandro, che il patteggiamento lo aveva sempre rifiutato. Per un po' di tempo non si fece vivo nessuno, non arrivò nessuna notizia, nessuna comunicazione. Solo in seguito il sacerdote scoprì che perfino la posta gli veniva dirottata. Una delle due parrocchiane che lo avevano accompagnato dall'avvocato si occupava di ritirarla e non la consegnava al destinatario.
Poi, un giorno, lei telefonò. E con sollievo comunicò che era andato tutto a posto, c'era stato un patteggiamento e Alessandro era stato condannato a tre anni. Ma sarebbe stato affidato ai servizi sociali. Se lo ricorda, questo, Eccellenza? Alessandro venne da lei, voleva capire come fosse stato possibile patteggiare se lui non aveva mai autorizzato nessuno a chiedere il patteggiamento. Lei era tranquillo, sereno: aveva scongiurato lo scandalo, si sentiva tranquillo. E alle proteste del giovane prete, rispose che ormai le acque si erano chetate, che tutto si era risolto per il meglio, sarebbe stato affidato ai servizi sociali, lo avrebbe seguito uno psicologo, delle cure di uno psicologo si ha tutti bisogno, si fingesse pedofilo per quei tre anni e pensasse a non dar scandalo.Quello che lei non previde fu la reazione di Alessandro: si strappò la tonaca e gliela tirò in faccia. E se ne andò.Non previde, inoltre, che il sacerdote chiedesse di ricevere copia dell'incartamento del tribunale. Fece fare una perizia sulla richiesta di patteggiamento, e la perizia stabilì che il foglio era stato firmato prima che vi si scrivesse la richiesta. Fece fare una perizia sulla propria persona, e la perizia stabilì che gli psicofarmaci assunti annullavano la volontà: quando il patteggiamento era stato firmato, Alessandro non era in grado di intendere e di volere. Il Tribunale di sorveglianza fece fare una perizia psichiatrica, e Alessandro risultò un uomo normale, senza devianze sessuali di alcun genere. Gli atti furono inviati alla Procura di Pistoia chiedendo un supplemento di indagini. E poi partirono le denunce. Alla fine, Alessandro aveva trovato davvero qualcuno in grado di difenderlo.
Ma lei, Eccellenza, perchè non lo difese? Possibile che la paura dello scandalo fosse così grande? Oppure c'era qualche altra cosa che desiderava tenere nell'ombra e temeva venisse alla luce se si cominciava ad indagare troppo? C'era dunque qualcosa che non voleva si risapesse? Forse sì.Non voleva che si risapesse, per esempio, che aveva preso un seminarista, Mirko Bertolini, buttato fuori da altri conventi e seminari, senza alcuna lettera di presentazione. La Congregazione per l’Educazione Cattolica fa espresso divieto ai vescovi di pigliare in diocesi candidati al sacerdozio provenienti da altri ordini religiosi o da altri seminari sprovvisti di lettera di presentazione di un superiore, ma lei, Eccellenza, lo prese ugualmente, e le conseguenze non si fecero aspettare: ci furono trafugamenti di opere d’arte, furti, ruberie, e trecento milioni di lire di refurtiva furono trovati in un appartamento a Bologna in cui Mirko abitava con un altro ex-seminarista, col quale aveva una relazione. Non voleva che si risapesse, poi, di Enrico Marinoni, un sacerdote che aveva preso dalla diocesi di Fiesole, con alle spalle storie di adescamento di minori. Lei non solo lo prese in diocesi, ma lo fece anche parroco e lo nominò responsabile dell’Azione Cattolica Ragazzi. Era come affidare le pecore al lupo, don Enrico si scatenò: alla fine ci furono le denunce e il sacerdote patteggiò due anni e sei mesi. E continua a fare il sacerdote, con lo stipendio pagato coi fondi dell’otto per mille. E poi lei, Eccellenza, non voleva si risapesse di don Francesco, anche lui venuto via da due o tre seminari, che lei stesso aveva ordinato sacerdote nonostante il parere contrario della Commissione Ordinandi. Francesco aveva avuto rapporti omosessuali con un ragazzo con difficoltà psicologiche. Il ragazzo aveva riferito l’episodio al suo terapeuta. Il terapeuta aveva chiamato lei, Eccellenza, gli aveva riferito tutto, e questo prete, in tre giorni, era sparito. Dissolto. L’aveva spostato a Roma, in una parrocchia, a fare il viceparroco, senza denunciare nulla e senza fargli fare neanche un processo canonico.
Senza contare altre faccende minori: il prete che frequentava piazzole note come ritrovi di omosessuali e che andava a cercar compagnia con la tonaca indosso, e quando capitava di trovar compagnia si tirava su la tonaca e si faceva tutto lì, all’aperto, sotto gli occhi di tutti; oppure un altro prete, suo pupillo, Eccellenza, che aveva fatto i lavori di restauro in canonica senza autorizzazione della sovrintendenza alle belle arti e aveva buttato giù un muro medievale, aveva segato via un altare quattrocentesco, aveva venduto il pavimento del ‘500 un tanto al metro come si fa con la stoffa.Erano queste le cose che non voleva si risapessero, probabilmente. Perchè tutti quei sacerdoti li aveva voluti lei, ordinati lei, sebbene espulsi dai seminari, sebbene non ritenuti idonei al sacerdozio. Ad una persona malfidata come me, disposta sempre a pensare il peggio, sembra quasi che lei abbia sacrificato don Alessandro pur di non avere i riflettori puntati su di sé, pur di non dover correre il rischio che le venissero chieste spiegazioni sul suo operato in diocesi.Mi smentisca, Eccellenza. Mi dica chi fu a suggerire a quell'avvocato fraudolento di raggirare la buona fede del suo ex parroco. Dimostri, se le è possibile, la sua estraneità a questa vicenda. Quello che è accaduto è scandaloso, vergognoso, peggiore di quanto accaduto negli Stati Uniti. Lì i vescovi si limitavano a coprire i preti pedofili, qui invece si è sacrificato un uomo, un sacerdote innocente pur di coprire altre abominevoli vergogne.

5 giugno 2008 - http://viaggionelsilenzio.ilcannocchiale.it/